FAQ

DOMANDE FREQUENTI

 

 

Ambito legale

 

 

Che tipo di permesso di soggiorno hanno i ragazzi inseriti nel progetto?

I ragazzi minorenni hanno un permesso di soggiorno o per minore età o umanitario, o per richiesta asilo (da più di 60 giorni, quindi possono lavorare) o hanno il permesso di soggiorno provvisorio per richiesta asilo (art. 4 c.3 D.Lgs 142/15).

I ragazzi maggiorenni hanno un permesso di soggiorno o umanitario, o per richiesta asilo (da più di 60 giorni, quindi possono lavorare) o hanno il permesso di soggiorno provvisorio per richiesta asilo (art. 4 c. 3 D.Lgs 142/15).

Nel progetto sono inseriti anche alcuni ragazzi italiani che rientrano nelle cosiddette fasce “vulnerabili”.

 

Da quanto tempo soggiornano in Italia i ragazzi inseriti nel progetto?

I ragazzi stranieri inseriti nel progetto sono in Italia da periodi che vanno da alcuni mesi a due anni.

 

I ragazzi stranieri che hanno già un permesso di soggiorno possono partecipare, successivamente allo stage/tirocinio in Italia, anche a dei percorsi di stage o tirocinio in Europa, per esempio tramite EURES?

I ragazzi stranieri no, perché il permesso di soggiorno che hanno è valido solo per l’Italia.

I ragazzi italiani possono recarsi all’estero, se in possesso di documenti validi.

 

I ragazzi devono prendere la residenza nella città che li accoglie per le esperienze di tirocinio o lavoro?

I ragazzi stranieri si, perché se lasciano il loro centro di accoglienza per periodi superiori a 7/10 giorni (anche se per motivi di lavoro o tirocini/stage) perdono il loro posto in comunità e devono quindi registrare la propria residenza nel Comune in cui si trasferiscono.

Questo non è necessario se i ragazzi stranieri si spostano solo per brevi periodi di vacanza.

Per i ragazzi italiani la valutazione sarà fatta in base alle specifiche situazioni di ciascuno.

 

Per le spese di vestiario, trasporto e soggiorno sono previsti dei rimborsi a forfait?

Nel progetto attualmente in corso è prevista la copertura dei viaggi dalla Sicilia fino ai luoghi in cui i ragazzi andranno a svolgere l’esperienza di vacanza per brevi periodi o di inserimento socio-lavorativo per periodi più lunghi. Il rimborso spese o il compenso che i ragazzi riceveranno durante il periodo di inserimento lavorativo consentirà loro di fare fronte alle spese quotidiane di vestiario e trasporto.

 

È prevista un’assicurazione per i ragazzi inseriti nel progetto?

Per i tirocini/contratti aziendali l’assicurazione rientra nel contratto stesso, i cui costi totali verranno negoziati con la singola azienda in base alle sue disponibilità.

Per le altre attività e per l’inserimento in famiglia non è prevista un’assicurazione, ma si potrà valutarne l’attivazione, con le relative modalità, qualora sia necessario.

 

Che tipo di responsabilità ricade sulla famiglia che si prende cura dell’accoglienza del ragazzo?

Questa tipologia di accoglienza non crea il legame formale dell’affido. Il ragazzo, se minorenne, rimane sotto la responsabilità del tutore che ne ha la rappresentanza legale. In caso di ragazzi minorenni l’iniziativa è condotta d’intesa con il Tribunale per i Minorenni di Catania, i Servizi Sociali e la Comunità di accoglienza: quindi con tutte le garanzie necessarie.  

Se il ragazzo è maggiorenne, invece, la responsabilità è personale, quindi del ragazzo.

 

Come avviene l’abbinamento tra famiglie e ragazzi?

Le modalità di abbinamento dipendono dalla durata del periodo per il quale le famiglie hanno dato disponibilità di accoglienza.

Per quanto riguarda i brevi soggiorni di vacanza, l’abbinamento fra famiglie e ragazzi e le modalità dell’accoglienza vengono definiti di comune accordo fra le famiglie ospitanti ed il referente del progetto in Sicilia.

I periodi di permanenza più lunghi, dovuti al trasferimento del ragazzo per svolgere la propria esperienza di inserimento socio-lavorativo in azienda, hanno una modalità di abbinamento più complessa: questa sarà definita di comune accordo con il referente del progetto in Sicilia ed i referenti territoriali delle aziende e delle famiglie, in base alla effettiva disponibilità e collocazione geografica di queste ultime, in relazione alla formazione professionale svolta dal ragazzo, alle competenze acquisite, alle attitudini dimostrate ecc.

 

 

Ambito formativo

 

I ragazzi stranieri inseriti nel progetto devono frequentare corsi di italiano nelle città in cui saranno accolti, al fine di raggiungere un livello sufficiente per il test di italiano?

Alcuni si, altri conoscono l’italiano già in modo sufficiente a capire e a farsi capire. Ogni opportunità di potenziamento della lingua italiana è comunque molto importante.

 

I ragazzi possono frequentare un ulteriore corso professionale in Regioni diverse dalla Sicilia, che possa maggiormente facilitare il loro inserimento lavorativo?

Si, i ragazzi potranno frequentare anche altri corsi professionali in Sicilia o in altre Regioni.

 

Potrebbe essere utile proporre ai ragazzi inseriti nel progetto anche delle attività culturali?

Si, sarebbe molto utile favorire tutte le iniziative attraverso le quali i ragazzi possano conoscere e apprezzare l’arte, la musica, la poesia, l’architettura, i siti naturali più belli, le tradizioni, tutte le bellezze italiane che certamente non conoscono.

 

 

Ambito lavorativo

 

Cosa succede se al termine di un periodo di stage in una sede fuori dalla Sicilia i ragazzi non vengono assunti al lavoro?

L’obiettivo del progetto è quello di individuare una stabile collocazione lavorativa dei ragazzi. Lo stage e la formazione iniziale si svolgono in Sicilia, quindi il trasferimento dei ragazzi in altre regioni avverrà laddove ci siano buone possibilità di un inserimento lavorativo stabile. Per questo i ragazzi potranno andare a conoscere i loro eventuali datori di lavoro – a spese del progetto – prima di trasferirsi definitivamente, per sostenere un colloquio conoscitivo sia dell’ambiente di lavoro che delle famiglie che li affiancheranno.

Qualora, poi, al termine di un periodo di stage o lavoro temporaneo, l’azienda non abbia più la possibilità di garantire un contratto di lavoro a lungo termine, la rete di famiglie e di aziende – insieme ai referenti del progetto – cercherà un’altra opportunità di inserimento lavorativo, anche in altre regioni.

 

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Il compenso per i ragazzi durante i periodi di inserimento lavorativo è a spese delle aziende?

L'entità del compenso dipende dalla tipologia di contratto che l'azienda è disponibile a stipulare con il ragazzo.
Nella scheda di adesione al progetto per le aziende, chiediamo ad ogni azienda di indicare se è disponibile a farsi carico per intero del compenso, oppure a condividere i costi del compenso con il progetto, oppure se è disponibile ad accogliere il ragazzo ma non ha possibilità di farsi carico del compenso quindi chiede che venga coperto dal progetto.

 

Possono essere utilizzati anche i voucher? (ad es. per la vendemmia o per la raccolta delle olive che dura anche 4 mesi)

“Il lavoro occasionale ed accessorio, disciplinato dagli artt.70 e ss. del D. Lgs. n.276/03 successivamente modificato con le L. n.133/08 e n.191/09 è una particolare modalità di prestazione lavorativa la cui finalità è quella di: i) regolamentare quelle prestazioni occasionali, definite appunto 'accessorie', che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario e ii) tutelare situazioni non regolamentate. Il pagamento di tale prestazione avviene attraverso 'buoni lavoro' (voucher) e sono garantite la copertura previdenziale presso l'INPS e quella assicurativa presso l'INAIL.
Tra i prestatori che possono accedere al lavoro accessorio vi sono gli “studenti nei periodi di vacanza” (come definiti dalla Circolare n. 4 del 3 febbraio 2005 del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali).
Sono considerati studenti "i giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l'Università o istituto scolastico di ogni ordine e grado”. I giovani debbono, comunque, aver compiuto i 16 anni di età e, se minorenni, debbono possedere un’autorizzazione alla prestazione di lavoro da parte del genitore o di chi esercita la potestà genitoriale. Inoltre, in caso di esposizione dei minori ad attività a rischio (in particolare, nei settori dell’industria e dell’artigianato manifatturiero) va presentato il certificato medico di idoneità al lavoro.
Gli studenti possono effettuare prestazioni di lavoro accessorio anche il sabato e la domenica in tutti i periodi dell’anno, oltre che nei periodi di vacanza e compatibilmente con gli impegni scolastici. Gli studenti iscritti ad un ciclo regolare di studi universitari possono svolgere lavoro accessorio in qualunque periodo dell'anno.”

Fonte: http://legale.savethechildren.it/Operatori/Article/Details/9ca4820f138c4ad4b22d0e0be0eed97e?container=operatori-schede-tematiche