“Per i miei figli è come un fratello”

“Davanti ad Alassane è scattata subito la scintilla” racconta Marisa Scognamiglio, della rete di famiglie FSOA. La scintilla cui si riferisce è quella dell’accoglienza: lei, il marito e i due [...]

“Davanti ad Alassane è scattata subito la scintilla” racconta Marisa Scognamiglio, della rete di famiglie FSOA. La scintilla cui si riferisce è quella dell’accoglienza: lei, il marito e i due figli hanno aderito al Programma quando hanno ascoltato la testimonianza di altri volontari. Dall’autunno 2019 il ragazzo senegalese ha iniziato a trascorrere del tempo con loro condividendo i momenti più importanti come matrimoni, feste di laurea e compleanni. E anche una vacanza estiva

Marisa raccontami della tua famiglia.
Io ho cinquantatré anni sono una dipendente del comune di Napoli. Mio marito Vittorio lavora invece alla regione Campania. Abbiamo due figli, Alessandra di ventisette anni e Mattia di ventiquattro. Mio padre era un operaio, veniva da una famiglia molto povera. Durante tutto l’anno mia madre metteva i soldi da parte per poter andare in vacanza d’estate. E pur nella scarsità di mezzi ogni anno riusciva a portare in vacanza con noi chi non se lo poteva permettere. Affittava sempre una casa con un posto in più. Questo per dire che sono sempre stata educata all’accoglienza. Inoltre appartengo al Movimento dei Focolari fin da giovanissima.

Hai avuto contatti anche con il mondo dell’immigrazione?
Lavoro al comune di Napoli. Fino a qualche mese fa ero all’assessorato al welfare e avevamo anche la delega all’immigrazione. Ero e sono molo sensibile al tema. Ho sempre avuto questo desiderio di fare qualcosa. In famiglia abbiamo sempre ragionato sull’immigrazione. Fino quando non si è presentata la possibilità di fare questa scelta …

Quale?
Nel 2019, i miei figli ed io stavamo partecipando alla Mariapoli a Napoli (il raduno dei Movimento dei Focolari). In quell’occasione è stato presentato il programma Fare Sistema Oltre l’Accoglienza, con la testimonianza di famiglie che facevano già parte di questa rete. Ci è venuto subito il desiderio di metterci in gioco. Tra di noi ci siamo detti che poteva essere una cosa bella. Anche mio marito era d’accordo.

Qual è stato il primo passo fatto con Fare Sistema Oltre l’Accoglienza?
Una volta data la nostra adesione, abbiamo fatto i primi incontri in una casa-famiglia di Portici nel settembre 2019.

Avete conosciuto lì il ragazzo protagonista di questa esperienza insieme a voi?
Sì, lì era ospitato Alassane. All’epoca era minorenne, aveva diciassette anni. È scattata subito la scintilla. Il rapporto è stato immediato, spontaneo. Lui ha un carattere aperto, gioioso, è facile volergli bene. È pieno di voglia di imparare.

Cosa sapete della sua vita prima di arrivare in Italia?
Viene dal Senegal, dove ha lasciato la sua famiglia. Non sappiamo altro, non è mai entrato nei dettagli. Del resto non gli abbiamo mai chiesto niente. Solo con mio figlio Mattia si è aperto di più e gli ha raccontato del lungo viaggio intrapreso attraverso la Libia e poi la traversata del Mediterraneo per venire nel nostro Paese. Però ci ha parlato della sua cultura, delle sue usanze. Aveva un sogno: quello di fare il calciatore. Però poi ci ha confessato: “Col tempo di rendi conto che non lo puoi fare, che devi lavorare per mantenerti”.

E lui che cosa fa ora?
Lavora in un panificio facendo i turni. Sul posto di lavoro è molto responsabile. Una volta che era qui da noi lo abbiamo accompagnato nel laboratorio perché doveva avviare il lievito madre e stava con questo pensiero.

Com’è il rapporto tra Alassane e la vostra famiglia?
È tutto iniziato mangiando una pizza: da quella prima volta abbiamo sfruttato tutte le occasioni per vederci. Abbiamo trascorso il Natale insieme. Purtroppo durante il lockdown non abbiamo potuto vederci. In quel periodo Alassane ha anche compiuto diciotto anni, doveva venire la sua mamma, la casa-famiglia aveva organizzato tutto, ma non è stato possibile per il Covid farla venire in Italia. Abbiamo festeggiato il suo compleanno più tardi, a giugno. Ora mi chiama mamma. Io non me lo aspettavo che sarebbe stata una emozione così intensa. Mi chiedevo – ci chiedevamo – se saremmo stati capaci di accoglierlo. Non pensavo che sarebbe stato così semplice.

Anche con i tuoi figli è stato semplice?
Con loro ha un rapporto fraterno. Mio figlio Mattia gli dice: “Che differenza c’è tra me e te? L’unica differenza è che io ho avuto la fortuna di nascere in un posto diverso”. Pensa che l’estate scorsa noi non siamo andati in vacanza perché mia figlia Alessandra si doveva sposare ad agosto, allora Mattia una sera ha invitato a cena Alassane e altri due ragazzi libanesi che studiano a Napoli. Gli ha proposto di fare una vacanza tutti insieme. Hanno detto tutti di sì. Si sono messi a organizzare un piano per il viaggio, hanno studiato dove andare, cosa fare… e sono partiti per trascorrere dieci giorni in un Bed & Breakfast in Calabria con la macchina piena di cose da mangiare. Mattia voleva mettere a disposizione anche la parte economica, ma non c’è stato bisogno, Alassane ha contribuito completamente alla sua vacanza, inoltre i gestori della struttura – che fanno parte del Movimento dei Focolari – non hanno voluto essere pagati.

Con tua figlia Alessandra?
Altro rapporto bellissimo. Quando si è sposata non è riuscito a essere presente perché era di turno al lavoro. Però si sentono e si organizzano per vedersi. Una volta lei l’ha chiamato e gli ha detto: “A che ora finisci di lavorare? Che ne dici di venire a mangiare da me e poi ce ne andiamo da mamma?” sono stati tutto il pomeriggio insieme, lei gli ha fatto vedere la casa nuova e poi se ne sono venuti qua.

Il resto della famiglia, parenti, amici, come hanno reagito a questa vostra scelta?
Purtroppo con l’emergenza sanitaria non abbiamo potuto fargli conoscere granché i nostri amici ad Alassane. La condivisione da questo punto di vista è stata scarsa. Ma quel poco ha già dato i suoi frutti sotto il segno della testimonianza. La famiglia di mio genero, per esempio, ha sempre avuto opinioni molto diverse dalle nostre sul tema dell’immigrazione. Ma conoscendo Alassane hanno toccato con mano che la realtà è un’altra. Vedere una persona straniera che ormai fa parte della nostra famiglia li ha in qualche modo “sciolti”. Quando nostra figlia si stava per sposare con loro figlio, sono stati i primi a dire: “Alassane viene al matrimonio, vero?”. Ha fatto più lui con la sola e semplice presenza che tante parole.

Secondo te, Marisa, quale sarà il futuro di Alassane?
Il suo desiderio reale adesso è quello di continuare a lavorare. Vorrebbe fare il mediatore, ne ha tutte le qualità. È un ragazzo preparatissimo: legge molto, si informa, parla quattro lingue. In Senegal andava a scuola. Per diventare mediatore dovrebbe tornare a scuola ma con l’impiego attuale – i turni al panificio – non ce la fa. Ci piacerebbe sostenerlo nei suoi studi, anche finanziariamente. Vorremmo aiutarlo a trovare un lavoro diverso che gli permetta di frequentare una scuola. Dobbiamo capire come e cosa fare. Naturalmente ci confrontiamo anche in questo con la casa-famiglia, come in tutti gli altri passi che facciamo con lui.

A proposito di sostegno, dopo il primo approccio, Fare Sistema vi ha seguiti?
FSOA ci segue sempre. Annalisa (referente di Azione per Famiglie Nuove onlus per Fare Sistema Oltre l’Accoglienza ndr) ci chiama, ci confrontiamo con lei, la aggiorniamo sul nostro percorso assieme ad Alassane. È importante perché non ti senti da sola, sai che se mai dovesse esserci qualche difficoltà c’è comunque un sostegno. Pensa che lo scorso novembre mi sono laureata – anche se in tarda età – in Scienze dell’Educazione e della Formazione. Nella mia tesi di laurea ho incluso anche Fare Sistema Oltre l’Accoglienza. La sera Alassan mi ha fatto una sorpresa: è venuto a festeggiare con noi. Ecco, vedi, questa è l’accoglienza: la gioia dei momenti che stiamo insieme. Non è qualcosa che prendi dall’esterno, ma cresce dentro di te. Sperimenti la ricchezza. Ormai siamo legati.

Marisa, i figli e Alassan
Insieme ai figli il giorno della discussione della tesi di laurea di Marisa

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